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ASSEGNAZIONI GPS. I PROBLEMI DELL'ALGORITMO E ACCERTAMENTO TITOLI DI ACCESSO


L’assegnazione delle supplenze per l’anno scolastico 2022/20223 mediante la procedura informatizzata continua a far discutere: l’algoritmo prevedeva di conferire tutte le cattedre in un’unica turnata per poi procedere con l'assegnazione delle cattedre residuate dai rinunciatari, ma sembrava troppo bello per essere reale .


In data 23 settembre 2022 si è tenuto l’incontro tra il Ministero e le Organizzazioni sindacali. Durante l’incontro, il Ministero stesso ha dichiarato espressamente che durante l’assegnazione delle supplenze si sono verificati degli errori.

Ad ottenere l’incarico sarebbero dovuti essere i docenti di prima fascia con la specializzazione nel sostegno, ma secondo l’errore, l’incarico è stato attribuito ai docenti di seconda fascia inseriti con riserva, tra l'altro senza un titolo di specializzazione.


Il sindacato Anief ha sottolineato come siano stati esclusi tutti gli aspiranti supplenti che durante la scelta delle sedi in fase di compilazione dell’istanza non avevano espresso preferenza: gli stessi, come ricorda l’O.M. numero 112 del 6 maggio 2022, vengono riconosciuti dal sistema come rinunciatari. Anche chi ha ottenuto l’incarico su spezzone orario non può ottenere completamento dalle GPS.


Ora Gilda degli Insegnanti ha deciso di presentare al Ministero dell’Istruzione una richiesta ufficiale di accesso agli atti per conoscere il funzionamento dell’algoritmo.


Ma è stata solamente colpa dell’algoritmo a creare così tanti problemi? No, un altro problema riguarda la mancanza di accertamento del titolo di accesso alle graduatorie, prima di arrivare alla fase di nomina.

Molti Uffici Scolastici hanno conferito la supplenza ad un determinato candidato ancor prima di effettuare un’attenta verifica del titolo di accesso dichiarato ed è per questo motivo che i bollettini delle nomine continuano ad essere rettificati quotidianamente.

Insomma, quando gli Uffici Scolastici si trovano davanti a questo tipo di situazioni fanno più fatica a gestire l’incarico: devono verificare nuovamente le nuove disponibilità e le disponibilità che avrebbero dovuto essere attribuite diversamente.


di VALENTINA ZIN


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