BIANCHI: UN NUOVO ANNO SCOLASTICO ALL’INSEGNA DI SORRISI E VICINANZA


Ha da poco perso il via per tutti gli studenti italiani il nuovo anno scolastico 2022/2023. Un anno di svolta caratterizzato da visi non più coperti da mascherine, sorrisi e vicinanza, insomma un ritorno alla tanto attesa normalità.

Questo però non vuol dire abbassare la guardia, la situazione sembra essere già delicata: in alcune regioni i casi di positività al covid iniziano a preoccupare le istituzioni scolastiche, che devono dunque attivare nuovamente le norme anti-covid usate in precedenza.


Sul tema, volge il suo pensiero al Sole 24 Ore il Ministro Patrizio Bianchi: “ È una riconquista di abitudini che abbiamo dato a lungo per scontate e delle quali, grazie alla pandemia, abbiamo riapprezzato il valore: la scuola non è soltanto luogo di trasmissione del sapere. È socialità.”

“Sono orgoglioso di tutte le scuole che ho avuto la possibilità di visitare in questo anno e mezzo, delle studentesse, degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie incontrate. Sono convinto che dobbiamo mettere a sistema tutte queste esperienze, realizzare una scuola pubblica di alta qualità in ogni territorio, intervenendo in maniera sostanziale laddove ci sono emergenze educative, per colmare i divari e assicurare pari opportunità e uguaglianza a ogni bambina e bambino.”


Bianchi si sofferma anche sul tema del PNRR: “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è lo strumento di cui disponiamo per intervenire in tal senso e nell’ambito dell’Istruzione, attraverso le 6 riforme e le 11 linee di investimento previste, agisce proprio in questo senso: dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia fino al reclutamento dei docenti, tocca punti nevralgici del sistema di istruzione.

In questi mesi abbiamo lavorato per mantenere gli impegni presi nei tempi previsti: il ministero che guido ha già assegnato più di 10 miliardi, in particolare per interventi di edilizia scolastica, e approvato la maggior parte delle riforme. L’urgenza non dipende solo dai termini previsti dall’Unione europea, ma dalla necessità di soddisfare le esigenze delle cittadine e dei cittadini.”

E aggiunge “per questo sono convinto che chi prenderà le redini del Paese dopo il 25 settembre proseguirà su questa strada senza disperdere il grande lavoro che abbiamo portato avanti con il Pnrr.”


I dati del PNRR

“Oltre 2 miliardi di euro per trasformare 100.000 classi e renderle ambienti di apprendimento innovativi. Un investimento di 1,189 miliardi per costruire 212 nuove scuole, progettate seguendo i bisogni del territorio di riferimento e le indicazioni di un qualificato gruppo di architetti. 4,6 miliardi per intervenire sul segmento dell’infanzia, fondamentale per contrastare la povertà educativa, con l’obiettivo di aumentare l’offerta per la fascia 0-6 con 264.480 nuovi posti, in particolare al Sud, dove le strutture sono meno presenti.

Una misura di giustizia non solo per i più piccoli, ma anche per sostenere la genitorialità e l’occupazione femminile. Mense per garantire il tempo pieno, palestre per concorrere al pieno sviluppo di ogni giovane, interventi di messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico, ma anche azioni per le competenze: 1,5 miliardi per ridurre i divari territoriali, risorse per gli Istituti tecnici superiori (Its), riformati grazie alla collaborazione del Parlamento, nuove regole per accedere all’insegnamento e la decisione di mettere la formazione al centro di un percorso professionale prezioso per la salute della nostra democrazia.”, conclude il Ministro.


di VALENTINA ZIN

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