COME SI SVOLGERANNO GLI ESAMI DI STATO PER I NUOVI ISTITUTI PROFESSIONALI?


Il decreto ministeriale n. 164 del 15 giugno 2022, già pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’istruzione https://www.miur.gov.it/web/guest/istituti-professionali adotta i “Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove” e le “Griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi” per gli esami di Stato conclusivi del II ciclo degli istituti professionali di nuovo ordinamento.

La riforma, che andrà a regime nel 2023 con il primo esame delle classi quinte di nuovo ordinamento dei corsi diurni, impone un profondo ripensamento delle modalità di formulazione della seconda prova dell’esame di Stato dei nuovi Professionali e dei correlati Quadri di riferimento.

Attualmente, la seconda prova d’esame è costituita da due parti (ferma restando l’unicità della prova): la prima è predisposta dal Ministero mentre la seconda è predisposta dalla Commissione d’esame. La prima parte nazionale è nei fatti una prova a sé stante; gli studenti cominciano a svolgerla appena viene trasmessa, nel frattempo la commissione predispone la seconda parte, che viene svolta di seguito alla prima, ed eventualmente può essere svolta anche il giorno successivo. Tutte le prime parti sono tarate non solo su indirizzi, articolazioni, opzioni, ma anche su singole “curvature”, benché queste non rientrino negli ordinamenti (occorre ricordare che, a causa delle deroghe legate all’emergenza pandemica, tale struttura ha trovato applicazione solo nell’esame conclusivo dell’anno scolastico 2018/2019).

La ratio della riforma e il nuovo impianto sopra esaminato impongono profonde modifiche a questa modalità operativa: occorre passare dalla giustapposizione delle due “parti” della prova alla loro integrazione, in quanto la parte nazionale della prova non sarà più concepita in relazione ad articolazioni, opzioni, “curvature” (che nel nuovo ordinamento non esistono più), ma dovrà riferirsi all’indirizzo e nel contempo prestarsi a essere declinata in relazione a percorsi diversi. Le seconde prove devono vertere non su discipline ma sulle competenze in uscita e sui nuclei fondamentali di indirizzo correlati.

La seconda prova d’esame dei professionali di nuovo ordinamento non si comporrà più di due “sottoprove”, correlate ma in parte indipendenti, ma sarà un’unica prova integrata, di cui il Ministero decide una parte (la “cornice generale di riferimento”), e la commissione, entro questa cornice, definisce l’altra parte, ossia le specifiche richieste per lo specifico percorso attivato dalla scuola. Tale formula consentirà di garantire una struttura unitaria della prova a livello nazionale, e allo stesso tempo di dare pieno valore alle autonome scelte operate dalle singole istituzioni scolastiche nella costruzione dei percorsi.

I Quadri di riferimento sono composti dalle seguenti sezioni:

  1. Denominazione del percorso di studio, recante l’indicazione dell’indirizzo di riferimento.

  2. Caratteristiche della prova d’esame: questa sezione contiene la descrizione delle caratteristiche strutturali della prova d’esame. Ciascun Quadro individua innanzitutto le diverse possibili tipologie di prove per lo specifico indirizzo. Seguono poi le indicazioni che individuano le modalità di predisposizione della prova e il rapporto tra parte nazionale e parte elaborata dalla commissione, e la definizione della durata della prova, eventualmente entro un range orario. Si sottolinea che la l’indicazione di tale durata per la specifica prova, all’interno del range indicato nel Quadro di riferimento, sarà demandata alle singole commissioni, in relazione alla declinazione della prova stessa relativa ai diversi percorsi realizzati dalle istituzioni scolastiche. Esclusivamente nel caso in cui la prova preveda l’esecuzione in ambito laboratoriale di quanto progettato, si potrà prevedere lo svolgimento della prova in due giorni.

  3. Nuclei tematici fondamentali d’indirizzo correlati alle competenze e Obiettivi della prova, contenuti in una tabella. In relazione a questa sezione, si richiama quanto sopra osservato in merito ai nuclei tematici fondamentali, collegati dal D. Lgs. 62/2017 alle “singole discipline” (e tale è la struttura dei QdR del previgente ordinamento) e che il nuovo impianto degli istituti professionali impone invece di correlare alle competenze caratterizzanti l’indirizzo.

  4. Griglia di valutazione per l’attribuzione dei punteggi, contenente un set di indicatori legati agli obiettivi della prova con una distribuzione del punteggio per fasce tra i vari indicatori, che le Commissioni d’esame utilizzeranno per la costruzione di uno strumento di valutazione tarato sulla specifica prova, definendone i descrittori in relazione alla specifica prova.


Nota-prot.-n.-23988-del-19-settembre-2022
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di VALENTINA ZIN