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CORONAVIRUS A SCUOLA: “QUANDO ARRIVERÀ IL FREDDO I CONTAGI AUMENTERANNO”

La dichiarazione di Antonio D'Avino, presidente Fimp, Federazione italiana medici pediatri

Questo anno scolastico è stato caratterizzato da un ritorno sui banchi di scuola senza alcuna misura restrittiva: nessuna mascherina e nessun distanziamento sociale, resta però sempre raccomandato il corretto ricircolo d’aria mediante l’apertura di finestre, balconi e porte.


Nonostante l’alleggerimento - o addirittura la quasi totale assenza - delle misure restrittive la situazione pandemica non è molto rassicurante: i contagi, seppur in modo altalenante, continuano ad aumentare. Questo aumento di contagi riguarda prevalentemente i ragazzi e bambini in età scolare.


Ma come la pensano i pediatri su questo fronte?


Antonio D'Avino, presidente Fimp, Federazione italiana medici pediatri, fa il punto sulla questione dei contagi a scuola all’Adnkronos Salute: "Stiamo registrando un lieve aumento dei casi tra i bambini in età scolare. Nessuna emergenza, ma quello che ci preoccupa è che il peggio deve ancora arrivare perché le temperature sono ancora miti e nelle aule si possono tenere le finestre aperte. Quando arriverà il freddo e ci sarà un ritorno drastico alla vita al chiuso, i contagi Covid aumenteranno molto, visto che non c'è più il distanziamento o l'uso delle mascherine". "Attenzione all'arrivo dell'influenza - avverte il presidente - che insisterà su questo aumento dei contagi Covid, complicando le diagnosi".


I dati dell'ISS

Dall'inizio dell’epidemia sono stati diagnosticati e riportati 4.628.181 casi nella popolazione 0-19 anni, di cui 23.563 ospedalizzati, 525 ricoverati in terapia intensiva e 73 deceduti.

Per quanto riguarda la vaccinazione anti-Covid nella fascia 5-12 anni, "siamo fermi al 38-40% dei bambini, molta variabilità regionale. Come pediatri da qualche mese siamo impegnati in modo significativo sul fronte della prevenzione e su quello delle vaccinazioni - ricorda il responsabile della Fimp - Ma c'è un nodo, per far aumentare le immunizzazioni dei bambini occorrerà che aumentino i casi, ovvero che si inneschi un po' di paura nei genitori. Noi continueremo a lavorare su questo fronte convinti della validità delle linee guida nazionali" precisa D’Avino.


di VALENTINA ZIN


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