CORONAVIRUS: SCUOLE CHIUSE PER 3 GIORNI IN PROVINCIA DI FOGGIA

L’ORDINANZA DEL SINDACO E LO SCREENING DI MASSA


La costante crescita dei contagi preoccupa da molte settimane tutta la nostra penisola.

A Zapponeta, in provincia di Foggia, la situazione ormai critica ha portato il sindaco Vincenzo Riontino a predisporre la chiusura degli istituti per 3 giorni.

Decisione presa con lo scopo di organizzare uno screening di massa, al fine di poter tracciare quanti più alunni, docenti e personale possibile, per riprendere una scuola in presenza in totale sicurezza.


“Adottare l’ordinanza di sospensione delle attività didattiche non è stato per niente facile, sia per le direttive del governo sia perché chiudere una scuola non può essere mai una decisione da prendere a cuor leggero”, dichiara il sindaco.


Nella giornata di ieri, giovedì 1 gennaio, sono stati effettuati più di 300 tamponi, i quali hanno segnalato la presenza di 20 alunni positivi asintomatici.

I 20 alunni, sarebbero rientrati a scuola in tutta tranquillità se non fosse stato eseguito lo screening, e avrebbero causato un vero e proprio pericolo per l’intero comparto studentesco e per tutti i dipendenti.


“Questa azione, in sinergia e con la preziosa collaborazione della farmacia, e anche grazie alla numerosa partecipazione da parte dei genitori degli studenti, ci ha permesso oggi di riaprire in piena sicurezza le scuole del territorio comunale.

È da sottolineare anche il dato delle 57 persone che, a seguito dell’iniziativa, sono state poste in quarantena/auto-sorveglianza secondo le ultime norme emanate dal Governo.

Per questo, anche alla luce dei risultati di oggi, non mi pento dell’ordinanza di chiusura che ho adottato nei giorni scorsi, ma sono fiero di averla fatta.

Ovviamente, la cosa che resta importante è sempre il buon senso e il rispetto delle regole”, conclude il sindaco.


Il comportamento che sta adottando la regione Puglia durante queste ultime settimane assai difficili, dovrebbe essere da esempio per le altre regioni, al fine che anch’esse, potenziano gli screening di massa all’interno degli istituti per renderli realmente luoghi sicuri.


di VALENTINA ZIN