CORONAVIRUS: STOP ALLE MASCHERINE ANCHE ALL'APERTO?

IL PARERE DI ALCUNI ESPERTI DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA


Nelle ultime ore si inizia a discutere molto su quello che sarà il futuro di tutta la popolazione italiana in vista della riunione del consiglio dei Ministri.

Fra le tante tematiche aperte, ci si domanda se sarà ancora necessario utilizzare la mascherina anche all’aperto: ed è per questo motivo che numerosi esperti della comunità scientifica riferiscono la propria opinione.

Secondo il virologo e docente della Statale di Milano Fabrizio Pregliasco è vero che siamo in una fase direzionata verso il miglioramento, ma è necessario prestare molta cautela in quanto non siamo ancora riusciti ad uscire da questa situazione delicata.

L’indicazione dell’utilizzo delle mascherine anche all’aperto è da contestualizzare: - è chiaro che potrà sembrare ridicolo l'obbligo di mascherina se tu sei in montagna o in un paese sperduto, ma l'indicazione di ordine generale è nei contesti urbani dove entri ed esci da un negozio o in altre situazioni dove finisce che gestisci male la cosa.

Proprio per questi motivi, secondo Pregliasco, che è ancora necessario utilizzare i dispositivi di sicurezza anche in luoghi che non siano al chiuso.


Per il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, è necessaria una semplificazione totale delle misure e, sempre secondo l’esperto, “la mascherina all’aperto non ha nessun senso, serve il buon senso anche in questo se ci sono situazioni di assembramento va tenuta, altrimenti no”.

Per il contesto scolastico, Vaia ritiene assurdo pensare di cambiare continuamente l'aria aprendo le finestre, come far tenere sempre la mascherina agli studenti in classe.

In un Paese moderno serve un maggiore impegno. Abbiamo verificato che la ventilazione meccanica in aula è tre volte più efficace della mascherina Ffp2, ho chiesto da tempo un intervento del Governo e lo continuo a fare: serve un piano Marshall per le scuole per renderle sicure con gli impianti di ventilazione", conclude.


Anche Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive “San Martino” di Genova, si dichiara stufo della questione: “La Francia - ha spiegato a Libero - la abolisce martedì. Nel Regno Unito l'hanno vista appena. L'hanno abbandonata anche in gran parte della Spagna. Non vedo perché l'Italia debba proseguire. Se nelle prossime 2-3 settimane i dati del contagio e dei ricoveri continueranno a scendere sarà il momento di abbandonare le limitazioni, almeno quelle più cervellotiche. Molte leggi sono fatte esclusivamente per tutelare chi le scrive, e non i cittadini. Magari non le capiscono nemmeno gli stessi legulei".


Di un’altra idea è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, secondo il quale sarà difficile fare a meno delle mascherine all’aperto nei prossimi mesi: bisogna essere consapevoli del fatto che, attualmente, il nostro Paese è ancora in una fase di Pandemia.


E ancora, la microbiologa Maria Rita Gismondo. "Credo che l'obbligo di mascherine all'aperto sia inutile. Noi in Italia continuiamo ad andare in senso opposto rispetto agli altri Paesi. E il fatto che, rispetto ad altri Paesi, noi persistiamo con queste restrizioni non fa altro che aumentare stress e paure come se fossimo gli unici appestati"

"Piuttosto - sottolinea l'esperta - serve la raccomandazione di mantenere le distanze e, nel caso ci si trovasse a meno di 2 metri di una persona o in particolari luoghi affollati, di indossare la mascherina. Questo significa responsabilizzazione".


Per Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), è necessario mantenere ancora per un po’ l’obbligo delle mascherine anche all’aperto: “direi di non mettere oggi una data futura alla fine di questo obbligo ma se ne potrà discutere quando la numerosità dei casi Covid sarà scesa e quando i rischi di focolai in esterno saranno più bassi", conclude.


Insomma, vediamo molti pareri discordanti tra di loro: da una parte chi come Pregliasco, Cartabellotta e Andreoni preferiscono mantenere l’obbligo ancora per un po’ senza agire in maniera frettolosa, dall'altra parte, Vaia, Bassetti e Gismondo lo ritengono un obbligo inutile e da abbandonare durante questa fase di ripresa.


di VALENTINA ZIN

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