COVID: GREEN PASS? PER RICCIARDI DEVE DIVENTARE NORMALITÀ

IL VIRUS NON SCOMPARIRÀ: SI AGGIUNGERÀ ALLE MALATTIE CHE GIÀ CONOSCIAMO


Secondo Walter Ricciardi, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza, la battaglia contro il coronavirus non è ancora finita: nonostante il recente obbligo di green pass per lavorare per gli over 50, per l'esperto il virus non scomparirà del tutto, ma si aggiungerà a tutte le malattie che già conosciamo.

“Non dobbiamo pensare che sia tutto finito. Certo, i risultati raggiunti devono soddisfarci, ma il virus continua a circolare e ci vuole ancora attenzione, abbassare le difese rende possibile un ritorno di fiamma dell'epidemia. L'obbligo in questo momento è funzionale a evitare questo ritorno. Ci sono ancora 5 milioni di non vaccinati che tengono alto il numero dei morti. Per loro il virus resta molto temibile”, aggiunge Ricciardi.


Per l’esperto il green pass, insieme alla vaccinazione, sono ancora due elementi fondamentali e eliminarli sarebbe un grave errore da non ripetere.

“Siamo ancora in un anno di passaggio. Va visto cosa succederà ad ottobre per capire se il virus si ripresenterà e con quale veemenza, così è fondamentale avere già attivi gli strumenti che ci permettono di combatterlo nel modo più efficace”.


È fondamentale che la politica si fidi della scienza. mantenendo in piedi tutte le strategie necessarie per controllare il virus.

“Bisogna stare ai fatti. E il dato è che questa è una malattia insidiosa, anche nei bambini. L'evidenza ci dice che vanno protetti, uno su dieci prende il long Covid e le ospedalizzazioni sono centinaia. Per questo vanno vaccinati. È plausibile che ci sia una attenuazione della protezione nei vaccinati e che diventi necessario fare richiami con periodicità. Non è detto che debba avvenire con cadenza annuale, bisogna aspettare i dati. Sicuramente si dovrà partire dai fragili ma poi, con ogni probabilità, lo dovremo fare tutti. Il sistema sanitario italiano ha bisogno di essere rinforzato. Abbiamo enormi difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza. Ci vuole una politica di assunzione del personale, anche precario. È fondamentale per migliorare l'offerta e garantire l'accesso ai servizi da parte dei cittadini, che in questo momento in molte aree del Paese è precario”, conclude.



di VALENTINA ZIN


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