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ESAME DI MATURITÀ: COMPENSI TROPPO BASSI PER DOCENTI E DIRIGENTI

ANIEF chiede una maggiorazione dei compensi del 30%


Questo anno scolastico, a seguito dei precedenti anni segnati dalla pandemia, è caratterizzato dal ripristino degli esami di maturità: si è tornati alle classiche tre prove, ma non cambia praticamente nulla per i docenti e i dirigenti scolastici a cui spettano i compensi introdotti ben 15 anni fa. A quantificare le somme aggiuntive da assegnare a commissari e presidenti dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione continua ad essere il decreto interministeriale del 24 maggio 2007, con la successiva nota n. 7054 del 2 luglio 2007: le quote-base per la funzione svolta vanno da 400 a 1.200 euro lordi, a cui bisogna aggiungere eventuali maggiorazioni, soprattutto per chi deve affrontare i costi per la “trasferta. In linea generale, i compensi rimangono da fame. Ad alcuni docenti coinvolti nelle prove non viene assegnato alcun compenso.

“In media si tratta di cifre rigorosamente lordo Stato, quindi da dimezzare, che dunque parlano da sole – dice con molta amarezza Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e per questo riteniamo che fanno il paio con il trattamento degli stipendi, ‘mossi’ in avanti nello stesso periodo solo nel 2018, del 3,42 per cento, e poi lo scorso dicembre, con Anief firmataria, di oltre il 4 per cento. Come sindacato riteniamo che pagare un commissario interno poco più di 200 euro netti per giorni e giorni di lavoro aggiuntivo, in piena estate in aule prive di condizionatori, per giudicare decine e decine di studenti nello svolgimento della maturità, rappresenta un insulto alla professione”.

“La nostra classe politica – continua il sindacalista autonomo – non può continuare a fare finta di nulla di fronte a dei trattamenti economici così bassi e inopportuni, soprattutto se gli stessi politici, ad iniziare da quelli che governano, continuano a dire che occorre valorizzare l’insegnamento in Italia. Permettiamo ai nostri docenti di andare a scuola a testa alta perché vengono pagati il giusto e non molto ma molto meno del dovuto: la nostra proposta è quella di aumentare gli importi assegnati a commissari e presidenti di maturità di almeno il 30 per cento. È una stima equa, considerando che solo nell’ultimo biennio il costo della vita è cresciuto, dopo il Covid e a causa della guerra in Ucraina con conseguente caro energia, del 10-15 per cento. Ma anche considerando il valore dello stipendio di chi insegna negli ultimi 30 anni, che si è più che dimezzato (mentre quello di un edile è raddoppiato). Finiamola con gli slogan, passiamo ai fatti”, conclude Pacifico.


di VALENTINA ZIN

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