GILDA DEGLI INSEGNANTI: LA METÀ DEI DOCENTI VORREBBE CAMBIARE PROFESSIONE

I dati del sondaggio e il commento del coordinatore Rino Di Meglio


Secondo un sondaggio realizzato da Gilda degli insegnanti, cha ha visto coinvolti 3.500 docenti, è emerso che la metà dei docenti vorrebbe cambiare lavoro: sia perché non si sentono valorizzati dal punto di vista economico, sia perché non gli viene attribuita la giusta importanza e l’adeguato valore sotto il punto di vista sociale e professionale.


I Dati del sondaggio

Al quesito: “lascerebbero il lavoro, visti i carichi e le condizioni attuali?”, il 41,7% ha risposto sì, il 41,3% no, mentre il 16,9% non lo so.

Altro quesito ha interessato l’aumento di 100 euro lordi: il 92,9% si è dichiarato insoddisfatto, il resto è diviso tra il no e il non so. Un numero veramente elevato.

In merito agli scatti di anzianità - oggi l’unico modo per l’avanzamento di carriera- il 52,8% del campione ritiene che sia ancora un sistema valido. Inoltre il 48,2% ritiene che l'avanzamento di carriera non debba essere legato al merito: per il 41,2% è un sì, il resto non lo sa.


Per il 60% degli insegnanti le differenze di stipendio non dovrebbero dipendere dalle classi di merito, distinguendo per esempio tra junior, senior ed esperto.

D’altro canto, i docenti si sentono molto orgogliosi del loro ruolo, tanto che alla domanda su una possibile area di contrattazione separata, il 65,9% ha risposto sì, il 12,7% no, il 21,4% non lo so.

Un cavallo di battaglia della Gilda, quello dell’area contrattuale separata, sostenuto proprio per valorizzare le diverse figure professionali interne alla scuola e allontanare dall’insegnamento la deriva impiegatizia.

Per creare maggiore democrazia, equità e trasparenza nella vita scolastica, secondo il 50,7% bisognerebbe istituire un organo come il Consiglio Superiore della Docenza.

Stessa percentuale di consensi alla proposta di elezione del dirigente scolastico da parte degli insegnanti.

Infine, secondo il 62,3%, non è corretto attingere dal fondo di istituto i compensi per pagare lo staff che supporta la dirigenza.


Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio

“Nonostante le mortificazioni e i crescenti carichi burocratici, la maggior parte della categoria resta orgogliosa della propria professione e chiede con forza un’area contrattuale specifica per contrastare la deriva impiegatizia. Ci auguriamo che finalmente un Governo illuminato, invece di continuare a riformare programmi e ordinamenti, si adoperi per valorizzare seriamente la professione docente”.




di VALENTINA ZIN


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