Green pass obbligatorio. Scatta l’ora X agitazione tra i lavoratori


Come è stato anticipato alcuni giorni fa, dalla giornata di domani 15 ottobre 2021, per tutti i lavoratori che esercitano la loro professione sul posti di lavoro sia pubblico e/o privato, partirà l’obbligo della presentazione della certificazione verde, nonché green pass, ma non è solo questo, si prevede un’ agitazione per i lavoratori classificati in diversi settori, come l’agricoltura e trasporti.

A prevedere un maggior disagio è quello dei porti, infatti i lavoratori dello scalo di Trieste hanno spiegato che dal giorno in cui scatterà l’obbligo del green pass, le operazioni saranno tutte ferme a oltranza. Alcune fonti riportano una percentuale del 10 e il 20% del personale del trasporto pubblico non vaccinato. L’Atac, azienda di trasporto pubblico a Roma, ha detto che per evitare ulteriori difficoltà eseguirà il monitoraggio delle assenze anomale a partire da domani. La GTT, un’azienda di Torino ha, invece, programmato una fast line per i tamponi rapidi rivolti ai suoi lavoratori, mentre l’Atm vuole chiedere con anticipo il green pass ai suoi dipendenti. Inoltre, si prevede uno scontro sul green pass sulle imprese del trasporto e della logistica di cui sarebbe un duro colpo per il mercato.

Anche Conftrasporto ha precisato che il 30% dei lavoratori non risulta vaccinato e che il maggior numero provengono dai paesi esteri e che dichiarano di essere stati vaccinati con vaccini non riconosciuti in Italia.

La normativa sul green pass autorizza le imprese che hanno fino a 15 dipendenti di sostituire un lavoratore con un altro nel momento in cui, se il primo continua a non presentare il certificato per più di cinque giorni. Mentre per la sospensione, se viene motivata come assenza ingiustificata, la durata è al massimo di dieci giorni ed è rinnovabile una sola volta non oltre il 31 dicembre 2021.

In altre parole si prevedono conseguenze dell’obbligo sui settori con lavoratori stranieri che non si sono immunizzati. Coloro che non sono vaccinati, sul posto di lavoro devono effettuare un tampone ogni due o tre giorni e se ne dovranno ripetere almeno due considerando i cinque giorni lavorativi.


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