Il CIDI:

“Se falliamo il rientro a scuola in presenza e in sicurezza sarà il fallimento dichiarato della politica”

Si spera in un ritorno a scuola in totale sicurezza, e si punta strettamente sul tracciamento dei casi che potrebbero verificarsi, si cerca quindi di ridurre il numero di alunni presenti nelle aule e sulla questione trasporti. Nessuna certezza per il Presidente del Centro di iniziativa democratica degli insegnanti Beppe Bagni che afferma: “Sappiamo oramai che le scuole sono specchio dell’epidemia del Paese e non ne rappresentano l’innesco. Ma questo non significa che non sia necessario da settembre una diversa efficacia nel tracciamento e isolamento dei casi che potrebbero verificarsi. Non è possibile che regioni diverse adottino provvedimenti diversi e con diversa efficacia. Ci vuole una guida nazionale forte che garantisca risultati identici in tutto il territorio nazionale”. Poi aggiunge anche: “I numeri dicono che l’85% del personale scolastico si è vaccinato, un dato molto alto che tuttavia fa la media di percentuali molto diverse nelle diverse regioni a conferma di una sperequazione che deve essere risolta: un solo caso positivo al Covid costringe all’isolamento di intere classi e oltre”. “Ma la vaccinazione in vista di settembre non è la priorità: deve essere data operatività alle dichiarate intenzioni di riduzione degli alunni per classe, che comporta anche la dotazione di un organico docente adeguato, vanno date garanzie sul distanziamento, ripensati gli spazi della scuola e le modalità di trasporto degli studenti. Non può continuare il rimpallo delle responsabilità tra Stato centrale e organi periferici. Questa – conclude Bagni – volta se falliamo il rientro a scuola in presenza e in sicurezza sarà il fallimento dichiarato della politica e del Paese”.

A cura di Claudio Castagna


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