INFORMATICA, INGEGNERIA ED ECONOMIA I CORSI DI LAUREA PIÙ RICHIESTI


La pandemia non ha fermato la formazione ma purtroppo ha rallentato in modo significativo il nuovo impiego da parte dei neolaureati nel primo anno post laurea.

È quanto emerge dal XXIII Rapporto AlmaLaurea, annuale fotografia sul profilo e la condizione occupazionale dei Laureati che ha coinvolto 76 atenei e 655mila laureati.

Il rapporto evidenzia come l’Università abbia retto all’onda d’urto della pandemia (l’ultimo anno ha visto un incremento delle immatricolazioni (+14 mila rispetto al 2019/20).

I laureati dei gruppi in informatica e tecnologie ICT, ingegneria industriale e dell’informazione, economia, architettura e ingegneria civile mostrano le migliori performance occupazionali: il loro tasso di occupazione supera il 90% mentre il discorso cambia per chi ha frequentato corsi di arte, design, oppure di materie letterarie-umanistiche o di educazione e formazione. Il tasso di occupazione per questi gruppi è inferiore all’81%.

Anche tra i laureati magistrali a ciclo unico, intervistati dopo 5 anni dal conseguimento del titolo, si evidenziano importanti differenze tra i gruppi disciplinari: i laureati del gruppo medico e farmaceutico hanno le più elevate performance occupazionali, registrando un tasso di occupazione pari al 93,3%. Al di sotto della media, invece, i laureati del gruppo giuridico, dove il tasso di occupazione si ferma all’80%

Per quanto riguarda le prospettive di lavoro, cresce la percentuale di chi sarebbe disposto a trasferirsi all’estero.


A cura di Carlo Varallo

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