IRPIN: VIDEO-REPORTER AMERICANO UCCISO DALLE FORZE RUSSE


È stato colpito al collo ed è morto sul colpo


Ieri, 13 marzo, a Irpin, un video- reporter è stato ucciso dalle forze russe, si tratta di Brent Renaud, giornalista americano di 51 anni. A dare la drammatica notizia le forze di sicurezza ucraine.


Renaud e i suoi due colleghi giornalisti, mentre stavano filmando i profughi in fuga, sono stati improvvisamente colpiti da armi da fuoco a un checkpoint. Renaud è stato colpito al collo ed è morto sul colpo, i colleghi sono stati feriti e portati in ospedale.


Renaud era un giornalista che si distingueva per il suo coraggio e per la passione che aveva per il suo lavoro, come reporter di guerra. Ha iniziato la sua carriera in occasione dell’ 11 settembre 2001 e da lì ha continuato fino ad oggi a raccontare al mondo gli eventi più drammatici di guerra.


A parlare di quanto accaduto uno dei due colleghi, che ha raccontato di aver preso un passaggio da una persona che si è offerta di portarli all’ altro ponte, attraversato il checkpoint è iniziata una sparatoria, l’ autista ha fatto inversione, ma l’ amico- collega Brent è stato colpito ed è morto sul colpo, lui invece è stato portato in ospedale.


A parlare della tragica notizia anche il capo della polizia di Kiev, che commenta sottolineando il fatto che gli occupanti stanno uccidendo anche i giornalisti dei media internazionali, per impedire che vengano trasmesse le atrocità che stanno compiendo le truppe russe in Ucraina.


Per tutelare l’ incolumità dei giornalisti, il sindaco di Irpin, Oleksandr Markushin, non consentirà loro l’ accesso alla città.


Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca afferma che la Russia subirà gravi conseguenze per ciò che sta facendo.



Come si può pensare di continuare verso questa direzione? È inammissibile che ancora oggi si possa credere di poter arrivare a un obiettivo innescando una guerra.


La guerra non potrà mai essere giustificata e anche i soldati che “fanno la guerra” in realtà hanno solo la divisa di un altro colore, ma lo stato d’ animo è uguale per tutti: in guerra l’ animo è pervaso da terrore, tristezza, angoscia e dolore per se stessi e per il “ nemico”. Emblematiche le parole del cantautore Fabrizio De Andrè nella canzone “ La guerra di Piero”: “...e mentre marciavi con l’ anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore…”


di ISABELLA CASTAGNA

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