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SCUOLA: AL VIA IL PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ORTI SLOW FOOD

Lo scopo dell’ iniziativa è quello di sensibilizzare insegnanti, studenti e famiglie al valore del cibo come elemento cardine per la salute dell’ uomo e dell’ ambiente


Al via il progetto Orti Slow Food a scuola, si tratta di un’ iniziativa che nasce in continuità con Orto in Condotta nato nel 2004. Sono trent’ anni che Slow Food Italia si impegna nel progetto di educazione alimentare a sostenere l’ iniziativa Unicredit con il coinvolgimento di cento nuove classi in Italia.


Lo scopo dell’ iniziativa è quello di sensibilizzare insegnanti, studenti e famiglie al valore del cibo come elemento cardine per la salute dell’ uomo e dell’ ambiente. Slow Food sottolinea: “Uno sforzo che parte dall'orto attraversa le classi e intende arrivare fino a casa, per innescare il cambiamento nelle abitudini quotidiane”.


Il progetto di orto scolastico rappresenta anche strumento con cui affrontare il tema della conservazione della biodiversità, che ieri 22 maggio è stata celebrata a livello globale con la Giornata mondiale istituita nel 2000 per volere dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, commenta: “Oggi fare un orto è un atto fortemente poetico e gioiosamente rivoluzionario, che ci fa sperimentare l'autoproduzione e cambia il nostro modo di concepire il cibo”.


Annalisa Areni, head of Client strategies di UniCredit, dice: “L'impegno verso i giovani e l'istruzione sono al centro della nostra agenda, così come le questioni ambientali”.


“Siamo convinti - aggiunge poi Nappini - che nell'orto si possa disegnare un futuro diverso, migliore, fare un orto, infatti, significa coltivare la terra, capire il mondo, comprendere che cosa sia la biodiversità, e ci permette anche di cambiare il modo in cui concepiamo il nostro cibo quotidiano.


“Nelle scuole gli orti sono aule verdi a cielo aperto, nelle quali abbiamo fatto educazione alimentare ed educazione ambientale. Siamo orgogliosi di aver coinvolto, fino a oggi, più di mille scuole e formato oltre tremila insegnanti”, infine conclude la presidente di Slow Food Italia.


di ISABELLA CASTAGNA

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