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SCUOLA. ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, I NUMEROSI SVANTAGGI EMERSI

Il Dossier di UNSIC


L’alternanza scuola-lavoro è stata resa obbligatoria in tutte le scuole superiori dal 2015, con la legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola” del governo Renzi. In tre anni è stata via via estesa alle ultime tre classi delle scuole superiori. Tale esperienza di avvicinamento degli studenti al mondo del lavoro in realtà era stata introdotta dalla “Riforma Moratti” nel 2003, esattamente vent’anni fa, ma in modo facoltativo. Ed in precedenza non sono mancate sporadiche esperienze, concentrate prevalentemente negli istituti tecnici e professionali del Nord Italia.


Da quando l’alternanza scuola-lavoro è diventata obbligatoria, coinvolgendo anche i licei, sono aumentate le voci dissidenti rispetto all’estensione dello strumento e al suo renderlo necessario nel percorso scolastico dello studente. Numerosi professori e non pochi intellettuali sulle pagine dei giornali hanno spiegato all’opinione pubblica che l’istruzione dovrebbe essere finalizzata principalmente a far diventare gli studenti dei cittadini-modello in senso lato, anziché esclusivamente dei lavoratori.


ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, GLI SVANTAGGI EMERSI


PROBLEMI NEL RAGGIUNGERE LE SEDI

Molti studenti vanno incontro ad oggettivi disagi per raggiungere la sede dell’alternanza scuola-lavoro, specie nei comuni montani e nel Mezzogiorno.


DISARMONIA CON IL PERCORSO SCOLASTICO

L’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro può inficiare le lezioni ordinarie e l’andamento scolastico, un problema in parte attenuato dalla riduzione delle ore di alternanza dal 2019. Inoltre non sono pochi i docenti che mostrano pregiudizi verso questa esperienza, anche perché talvolta gli studenti operano in ambiti estranei alle materie di studio. Anche a causa di tali atteggiamenti, non mancano professori che programmano interrogazioni e prove di verifica nel periodo immediatamente successivo al rientro scolastico, non valutando la mancanza del tempo dedicato alla preparazione da parte degli studenti.


INCOMPATIBILITÀ

Talvolta le esperienze di alternanza scuola-lavoro non sono compatibili con l'indirizzo di studio, generando sconforto nei docenti e disinteressamento da parte degli studenti.


SFRUTTAMENTO

L’alternanza scuola-lavoro non è retribuita in nome della formazione e dell’apprendimento, ma talvolta i ragazzi vengono utilizzati come manodopera a costo zero per mansioni di basso livello.


SVILIMENTO DELL’ISTRUZIONE

C’è chi è contrario all’alternanza scuola-lavoro in quanto allontanerebbe i ragazzi dallo studio, favorendo la pratica manuale all’analisi teorica e il lavoro immediato rispetto al percorso universitario. Proprio in Italia, dove la percentuale dei giovani laureati nella fascia 25-34 anni è del 29 per cento rispetto alla media europea del 41 per cento (fonte: Eurostat). Il rischio è trasformare la scuola, culla del sapere e del pensiero critico, in una sorta di agenzia di collocamento.


INSICUREZZA

Gli incidenti occorsi durante la formazione, alcuni mortali, dimostrano come la sicurezza non sia mai completamente garantita. È un problema indubbiamente trasversale al mondo lavorativo, ma è ulteriormente grave durante un’esperienza formativa gratuita che coinvolge anche studenti minorenni. L’alternanza scuola-lavoro è, infatti, parte integrante della metodologia didattica e del Piano triennale dell’offerta formativa, a differenza ad esempio dell’apprendistato che costituisce un vero e proprio rapporto di lavoro o di un tirocinio che è un semplice strumento formativo.



di VALENTINA ZIN

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