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SCUOLA, PIÙ DOCENTI SPECIALIZZATI NEL SOSTEGNO PER L’A.S 2023-2024

Anief: il Ministro Valditara ha avviato un piano straordinario di assunzioni di insegnanti con specializzazione sul sostegno in vista del prossimo anno scolastico


Più specializzati su sostegno: a chiederlo, da diversi anni, è il sindacato; adesso lo dice anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. L’annuncio dell’aumento di posti per i corsi di Tfa sostegno è arrivato dopo l’appello di Dante Belisari, figlio di Elio Belisari del famoso gruppo Elio e Le Storie Tese, che ha sollevato il problema, di rilevante importanza sociale, dal supporto educativo non sempre adeguato ai ragazzi e ragazze con disturbi dello spettro autistico. Valditara ha dapprima dichiarato che al Ministero sta “avviando un piano straordinario di assunzioni di insegnanti con specializzazione sul sostegno in vista del prossimo anno scolastico”; in seconda battuta il Ministro ha specificato di avere già “aumentato i posti per i corsi di specializzazione sul sostegno, che saranno circa 35 mila”. È probabile che il riferimento sia al nono ciclo di Tfa, che passerebbe quindi dai 29 mila dell’ottavo ciclo a 35 mila. Considerando, però, che il contingente già prefissato per il nono ciclo è di appena 13 mila posti, si tratterebbe di un incremento ancora più rilevante che, secondo la stampa specializzata, “potrebbe essere finanziato con la prossima legge di bilancio a fine anno”. Anief terrà sotto controllo la situazione e farà di tutto perché il numero di candidati ammessi ai corsi sia sempre maggiore.


I PROBLEMI DELL’OTTAVO CICLO TFA

Non si placano, nel frattempo, le proteste per le pre-selezioni dell’ottavo ciclo Tfa sostegno, svolte la scorsa settimana sulla base di una ripartizione dei posti prestabilita anche stavolta dal ministero dell’Università e della Ricerca e non in riferimento alla disponibilità degli atenei e non delle effettive esigenze territoriali. Complessivamente, inoltre, è stato autorizzato soltanto un quarto dei posti di specializzazione necessari a coprire le carenze personale. Inoltre, i pochi posti messi a bando sono stati collocati in maniera disomogenea tra gli atenei autorizzati. I precari con oltre 36 mesi di servizio costretti, inoltre, sono stati costretti a svolgere le prove sul 35% dei posti loro riservati, mentre una norma recente prevedeva l’accesso diretto. A tutto questo si sono aggiunti i problemi delle prove preselettive, come all’Università di Cassino, dove a test iniziato i candidati si sono accorti che le domande sui tablet, che avevano ricevuto in dotazione, si ripetevano più volte, creando un clima di confusione e costringendo il Rettore prima a sospendere e poi ad annullare la prova: su questa spiacevole vicenda l’Anief ha chiesto sin dall’inizio l’ammissione d’ufficio e senza riserva alla successiva prova scritta di tutti i presenti alle prove ed in pochi giorni hanno aderito in migliaia.


PERCHÉ SI PROCEDE CON I RICORSI

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “ancora una volta sui Tfa sostegno vi sono problemi evidenti di svolgimento dei test d’accesso. Inoltre, di base il Ministero non ha tenuto conto di una sentenza del Consiglio di Stato che prevede la fissazione del numero di posti in base alle effettive esigenze: al Nord vi sono solo 4.000 posti, a fronte dei 28-29.000 banditi, ma soprattutto al Nord vi sono oltre 70.000 precari che ogni anno sono chiamati per insegnare su posti di sostegno. Anche i precari con 36 mesi hanno ricevuto un danno: si aspettavano di accedere direttamente ai corsi, invece potranno accedere solo alla riserva del 35% sempre facendo le selezioni: questo non è quello che diceva la legge. Il rischio è che si arriverà agli orali con numeri forse decuplicati per un contenzioso dagli esiti scontati dopo le pronunce positive ottenute in passato in Consiglio di Stato proprio dai nostri legali. Forse il Ministero farebbe bene ad incrementare da subito i 28.986 posti complessivi di Tfa sostegno ottavo ciclo previsti dal decreto ministeriale 694 del 30 maggio 2023”, ha concluso Pacifico.


di CLAUDIO CASTAGNA


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