SCUOLA: BRUTTE NOTIZIE, NESSUN BONUS DA 200 EURO PER I PRECARI

Tuzi attacca il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi

Brutte notizie arrivano per i precari della scuola con contratto a tempo determinato scaduto nello scorso mese di giugno 2022, che riguardano l’assegnazione del Bonus da 200 euro una tantum previsto dal Decreto Aiuti in attinenza alla crisi dovuta a causa del conflitto tra il popolo ucraino e russo.

Bocciata, quindi la proposta da parte della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Secondo Manuel Tuzi, deputato del M5S, in risposta su quanto accaduto, ha dichiarato: “Noi abbiamo in pratica persone che hanno un contratto a tempo indeterminato, tra insegnanti e personale ATA, a cui viene garantito il bonus, persone che hanno la Naspi e che erano in disoccupazione che ad ottobre prenderanno comunque l’aiuto di 200 euro sul mese di giugno, mentre i giovani precari si trovano in un limbo paradossale: siccome fino a giugno hanno lavorato non potranno avere alcun bonus neanche a ottobre. È assurdo che vengano escluse proprio le persone che non avendo una stabilità avrebbero maggior bisogno di ricevere un sostegno, mentre sono incluse le persone che hanno un contratto a tempo indeterminato. La categoria dei precari doveva essere salvaguardata”.

In conclusione, secondo Tuzi, la responsabilità sarebbe del Ministro dell’Istruzione Bianchi Patrizio e del Mef, “che si sono messi di traverso, preferendo orientare questi fondi su altro. Noi ci siamo occupati del mondo del precariato non solo su questo, ma anche presentando un emendamento al Pnrr 2 al Senato. Lì siamo riusciti a ottenere lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei dei concorsi della secondaria, come era già stato fatto per la primaria, proprio per aiutare i precari. Cercheremo adesso di avere un nuovo confronto con il ministro Bianchi. Ma era questa la finestra idonea, anche perché si davano 14 miliardi di aiuti, e in più c’era stato un extra gettito aggiuntivo. A questo punto aspettiamo i prossimi decreti che arriveranno, e ripresenteremo l’emendamento, naturalmente in forma diversa”.

di CLAUDIO CASTAGNA



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