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TFA SOSTEGNO: PROVE PRESELETTIVE PER L’ACCESSO AI CORSI DI SPECIALIZZAZIONE

Oggi tocca agli aspiranti ai corsi di Tfa sostegno ottavo ciclo della scuola secondaria di I grado


Hanno preso il via i test preselettivi per l’accesso ai corsi di specializzazione del Tfa sostegno ottavo ciclo. Come previsto dal decreto ministeriale 694 del 30 maggio, i posti complessivi messi a disposizione sono 28.986 mila. Nelle università del Lazio, Toscana e Puglia, giorno 4 luglio si è già tenuta la prova per la scuola dell’infanzia, ieri per la scuola primaria e oggi per la scuola secondaria di primo grado. Domani per la scuola secondaria di secondo grado.

Anche quest’anno la ripartizione dei posti è stata prestabilita direttamente del ministero dell’Università e della Ricerca, sulla base della disponibilità degli atenei e non delle effettive esigenze territoriali: come gli altri anni, il sindacato Anief è in prima linea per denunciare le illegittime programmazioni dei numeri di accesso slegate dai veri fabbisogni e del mancato accesso diretto ai percorsi dei docenti con più di 36 mesi di servizio.

“La nostra campagna informativa continuerà anche nei prossimi giorni. È bene che ogni docente che riscontri anomalie nelle selezioni, soprattutto laddove i posti messi a disposizione risultino incoerenti rispetto alle necessità effettive e soprattutto alle cattedre assegnate ai precari, chieda attraverso il sindacato di fare rispettare i suoi diritti: lo potrà fare rivolgendosi direttamente ai sindacalisti Anief presenti nell’ateneo dove si stanno svolgendo le prove oppure prendendo contatti con una delle nostre sedi territoriali. È importante contattare il sindacato soprattutto se i candidati risulteranno esclusi dalle prove: a questo proposito, per informazioni o aderire ai ricorsi contro l’esclusione dal Tfa sostegno, abbiamo predisposto una apposita pagina internet”, spiega il presidente nazionale Anief.

Anief ricorda che ancora una volta sui Tfa sostegno il Ministero non ha tenuto conto della sentenza del Consiglio di Stato, che prevede la fissazione del numero di posti in base alle effettive esigenze. Ciò non è avvenuto, in particolar modo in molti atenei nel Nord dove vi sono solo 4.000 posti, a fronte dei 28-29.000 banditi, ma dove ci sono anche, sempre la Nord, più di 70.000 precari che ogni anno sono chiamati per insegnare su posti di sostegno. Anche i precari con 36 mesi hanno ricevuto un danno: si aspettavano di accedere direttamente ai corsi, invece potranno accedere solo alla riserva del 35% sempre facendo le selezioni. Questo non è quello che diceva la legge.


di LA REDAZIONE

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