CORONAVIRUS: RIENTRO A SCUOLA POSTICIPATO DA NORD A SUD

L’ELENCO DELLE REGIONI E COMUNI DOVE NON SI TORNERÀ IN CLASSE IL 10 GENNAIO.


Resta fermo il dibattito tra Governo e presidenti di Regione sulla riapertura delle scuole in presenza.

Nella nostra pensiola, alcuni sindaci e presidenti di regione hanno deciso in autonomia di posticipare il rientro in classe:

  • Campania: il presidente della regione, Vincenzo De Luca, è stato il primo tra i governatori a posticipare il rientro in classe al 29 gennaio.

8 comuni della provincia di Avellino, avevano già preceduto l’ordinanza di De Luca, disponendo la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado a partire da lunedì.

  • Sicilia: la regione ha rinviato la riapertura degli istituti di tre giorni, in modo tale da consentire un’attenta verifica sull’organizzazione scolastica. Intanto, è stata prevista un'ulteriore riunione della task force per la giornata di mercoledì.

  • Puglia: anche a Copertino (LE) la sindaca Sandrina Schito ha predisposto un'ordinanza che vedrà la DAD per una settimana all’interno degli istituti, a seguito della rilevazione di un focolaio di oltre mille persone risultate positive al virus.

Ad Orsara di Puglia (FG) anche il sindaco Tommaso Lecce ha disposto la "sospensione delle attività didattiche in presenza per le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, compreso il micro-nido, dal 10 al 15 gennaio".

  • Calabria: molti comuni hanno disposto la riapertura posticipata delle scuole per il 15 gennaio, tra questi troviamo:

  • San Giovanni in Fiore nel Cosentino;

  • Motta San Giovanni nel Reggino;

  • Taverna, Magisano e Pentone nella Presila Catanzarese.

Sul territorio comunale di Cassarino, invece, è stata disposta la chiusura delle scuole fino al 29 gennaio. Come spiega il sindaco, decisione inevitabile a seguito della forte crescita dei contagi.

Nella provincia di Crotone (ad esclusione del capoluogo), le attività didattiche sono sospese dal 10 gennaio al 15 gennaio.

  • Lazio: a Fumone (Frosinone) il sindaco Matteo Campoli ha predisposto la sospensione di tutte le attività didattiche dal 10 al 21 gennaio.

  • Piemonte: il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, fa spazio all’ipotesi relativa alla chiusura degli istituti scolastici per una settimana.

  • Liguria: secondo il presidente genovese dell'Associazione nazionale, presidi Angelo Capizzi: "due settimane di Dad avrebbero fatto bene alle scuole della Liguria per preparare effettivamente il rientro e poterlo garantire, adesso come adesso prevediamo un rientro certo il 10 gennaio con enormi problemi, sospensioni o riduzioni del servizio”.

  • Toscana: Alessandro Artini, referente toscano dell’Anp, evidenzia il problema dell’assenza di docenti: "una parte dei docenti è in quarantena, un'altra parte è in isolamento e poi c'è una minima parte di sospesi dal lavoro perché non erano in regola con l'obbligo vaccinale. Il grosso problema per molti presidi è mettere in classe i docenti, per questa ragione avevamo chiesto di procrastinare l'avvio delle lezioni".

  • Trentino: "Lunedì la scuola riapre normalmente come sempre è stato in Trentino con la convinzione di lasciarla aperta. Ci sono dei criteri che il ministero ha dato sui contagi in classe e che stiamo imparando in questi minuti, quindi questa mattina abbiamo deciso che partiamo lunedì con i criteri che ci sono sempre stati fino all'inizio delle vacanze natalizie", afferma il presidente Maurizio Fugatti.


Il Governo si è mostrato disposto ad impugnare le decisioni locali che saranno però precedute da un CDM fissato per il 13 gennaio 2022.

Si rileva nel nuovo decreto del 24 dicembre 2021 la norma che limita alla sola zona rossa la facoltà degli enti locali di "derogare alle disposizioni" dell'esecutivo.


di VALENTINA ZIN



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