DISPERSIONE SCOLASTICA IMPLICITA ED ESPLICITA: QUAL'È LA DIFFERENZA?

È compito dei docenti e dei dirigenti scolastici comprendere i dati sulla dispersione scolastica


Oggi il problema della dispersione scolastica sta diventando sempre più preoccupante.


Come può essere contrastata la dispersione scolastica?


Innanzitutto è bene specificare che vi sono due tipi di dispersione scolastica: dispersione implicita ed esplicita. La dispersione implicita è caratterizzata da risultati di apprendimento che sono al di sotto degli standard attesi, tanto che alcuni studenti in ambito lavorativo avranno le stesse difficoltà di inserimento di coloro che hanno abbandonato la scuola precocemente. La dispersione implicita rispetto a quella esplicita risulta quindi più pericolosa.


Come si può intervenire per migliorare la situazione?


Il miglioramento è un percorso mirato all’ individuazione di una linea strategica e di un processo di problem solving messi in atto dalla scuola, con un approccio dinamico basato sul coinvolgimento di tutta la comunità scolastica e che fa leva su due dimensioni:



– didattica

– organizzativo/gestionale.


Dunque, attraverso competenze di analisi degli indicatori oggettivi, come il tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione nella fascia di età 18-24 anni, i dati ISTAT, i dati Invalsi in riferimento al tasso di fragilità degli apprendimenti, è compito dei docenti e dei dirigenti scolastici riuscire a comprendere in maniera corretta i dati sulla dispersione scolastica. affinché questo possa trovare attuazione, la scuola deve rafforzare le competenze del personale che svolge compiti specifici: referenti, figure di sistema e componenti di gruppi di lavoro a cui spetta il compito di condivisione degli obiettivi e delle modalità operative dell’intero processo di miglioramento.


Affinché non si verifichi un insuccesso scolastico si deve agire in modo preventivo, acquisendo determinate competenze.


di ISABELLA CASTAGNA