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IL DL 36 CHE OBBLIGA I DOCENTI ALLA FORMAZIONE, INCASSA ANCORA CRITICHE

Anche il leader del M5s, Giuseppe Conte, esprime il proprio disappunto


Non è trascorso un mese dalla conversione in legge del Decreto 36 che continua ad essere fortemente criticato non solo dai sindacati che hanno scioperato lunedì scorso, ma anche da parte del leader del M5s. Giuseppe Conte, durante l’intervento del 5 giugno ad Acerra (NA), dove è stato ospite per la presentazione della lista pentastellata capitanata dalla co-sindaca Carmela Auriemma e la coalizione “X Acerra Unita” del candidato sindaco Andrea Piatto, ha espresso il suo disappunto nei riguardi del Decreto legge 36 che obbliga i docenti a formarsi tagliando soldi alla scuola.

L’ex Premier ha sottolineato che il suo partito non permetterà tagli nella scuola perché si è investito molto durante il suo doppio mandato al Governo, e fare un passo indietro sarebbe inaccettabile.


“Nelle aule dei nostri figli, c’erano arredi dei quali avevano usufruito i nostri nonni. Ora c’è un decreto che vorrebbe tagliare, ma noi non lo consentiremo”.


Al M5s, non va giù nemmeno la cancellazione di 9600 cattedre, a partire dal 2026, a seguito della riduzione di iscrizioni scolastiche. Ma per il Governo


Anche l’ex ministra Lucia Azzolina, ha espresso forti critiche dichiarando che il ministro Patrizio Bianchi, fa tagli alla scuola come Mariastella Gelmini.


Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, parla di “autogol” in merito alla riduzione dei 500 euro della Carta del Docente, alla quale il Governo attuale vorrebbe tagliare alcuni milioni di euro per finanziare la nuova Scuola di Alta formazione.


Il M5s lancia un appello a tutti i partiti affinché si uniscano alla battaglia, scongiurando i tagli votando gli emendamenti che sono stati depositati al Senato.


di CARLO VARALLO


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